Salvatore Mancini - fotografo d'arte

Nato a Itri, nel 1947, si è trasferito da giovane con la famiglia negli Stati Uniti. In uno dei suoi viaggi in Italia, negli anni sessanta,fu stimolato nella passione fotografica- come egli stesso ha spesso ricordato- dal fotografo del posto Marcello Milana. Da lui acquisterà un ingranditore di seconda mano,strumento dei suoi primi lavori fotografi. Cominciano a nascere,così i primi lavori artistici di Salvatore Mancini tutti inseriti nell'ambiente naturale con la tecnica del mixassagio tra diverse situazioni:una ragazza nuda sembra librarsi reggendosi su una piccola roccia al centro di un laghetto, in un ambiente bucolico,mentre una mano strappa la foto facendo apparire un mare tempestoso.


ll giovane artista della fotografia comincia ad essere apprezzato e inizia ad esporre in Europa e negli Stati Uniti, le sue opere vengono acquistate da collezionisti privati e da musei pubblici.

Nei suoi viaggi ad Itri non dimentica di fotografare il paese di origine negli aspetti monumentali e nei personaggi che ne perpetuano i mestieri. Tra questo foto vi è quella realizzata nello studio fotografico di Marcello Milana, quando una malattia lo aveva già costretto a lasciare l'attività. L'artista ha immortalato il fotografo di Itri con la moglie, Amalia Vetere, tra i tanti oggetti che per decenni hanno animato lo studio fotografico: dalla macchina fotografica a soffietto, al Gesù delle Prime Comunioni; dalla pubblicità delle pellicole Ferrania al vaso finto egizio realizzato da un artigiano locale.

L'incontro con i grandi artisti della fotografia.

Con il passare degli anni Salvatore Mancini incontra e si confronta con i grandi artisti della fotografia internazionale e con alcuni di loro, Leland Rice, David Robinson e Aaron Siskind espone, tra 'altro, in una collettiva a Verona nel 1990 nella Casa di Giulietta. In questa fase, Salvatore Mancini ha indirizzato la sua attività fotografica in lunghi viaggi alla ricerca della bimillenaria arte rupestre degli Indiani d’America. E, come si legge in uno dei libri fotografici che raccolgono una parte di questa sua opera:"Salvatore Mancini utilizza la macchina fotografica alla maniera di una archeologo per presentare documenti sui codici dellimmortalità di una cultura perduta". Usando le più sofisticate tecniche di illuminazione e di flash, ed esaltando la scala tonale del bianco e nero riesce a dare nuova vita agli antichi graffiti e a trasmetterli ad un mondo distratto e caotico, che ha poco tempo per osservare e per pensare.

"Considero - dice Salvatore Mancini- i disegni come testimonianze di vite passate. Fotografando, io entro in intima relazione spirituale con gli antichi incisori".In fondo, il fotografo intende trasmettere un’immagine di purezza degli antichi indiani Ananazi in stretta relazione tra le forme ed il loro ambiente, e di comunicazione tra queste ed il mondo degli Dei.

I Viaggi fotografici più importanti hanno portato Salvatore Mancini nel Sud-Est Americano per quattro anni di seguito:dal 1987 al 1989; in Italia per sei anni; in India, Nepal e Ceylon nel 1980; in Perù nel 1982;in Egitto ed in Israele nel 1984.

Oltre alle Mostre tenute in Europa e negli Stati Uniti, le sue foto si trovano in alcune delle più importanti collezioni pubbliche degli Stati Uniti: dal Boston Museum of Fine Arts alla George Eastman House di Rochester; dalla Rhode Island School of Designed al Museum di Provvidence; dal San Diego Museum of Arts al Brooklyn Museum of Arts di New York. Inoltre, in Gran Bretagna alla Havard University di Cambridge ed in Italia presso la Sovrintendenza Archeologica di Pompei.In Svizzera le sue foto sui nativi del Nord America si trovano in una importante collezione privata che nel 1999 è stata oggetto di una esposizione a Lugano.

Un reportage sulle sue origini

Nel 1979, Salvatore Mancini, ha realizzato il suo primo cortometraggio.Un reportage sulla comunità itrana di Cranston, Rhode Island,una la più consistente ed importante degli Stati Uniti.Con l'emblematico titolo:" The Americanization of Itri" il documentario mette a confronto le tradizioni della terra di origine con quelle importante e sviluppate in terra americana.Si tratta di un filmato di trenta minuti,a colori, in inglese

Salvatore Mancini vive e lavora a Cranston, Rhode Island 02910, 226 Flint Avenue, negli Stati Uniti d'America, e trascorre,di tanto in tanto,dei periodi nel suo paese natale dove ha acquistato e ristrutturato una casa nel centro storico di Sant’Angelo,nella zona alta di Itri.

Dal 10 al 31 luglio 2005, una personale è dedicata ai 35 anni di attività artistica di Salvatore Mancini nell'ambito delle Giornate Fotografiche Internazionali giunte alla terza edizione ed ospitate nelle storiche sale del Castello Medioevale di Itri.

La foto di S. Mancini è di Salvatore Maggiacomo

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