Breve storia della Madonna della Civita.

La tradizione vuole che l’immagine della Vergine con il Bambino, sia stata dipinta da San Luca, e che approdò sulle coste italiane da Bisanzio dopo essere stata rinchiusa insieme a due monaci in un cassa per sfuggire alla distruzione iconoclasta. Fu ritrovata sulla costa di Messina e portata in una chiesa da dove scomparve .Riapparve sul Monte Civita, a Itri, nel Lazio,adagiata su di albero di leccio ad un pastorello sordomuto che pascolava le mucche il quale fu miracolato. Portata a Gaeta fu nuovamente ritrovata sul Monte Civita e si decise cosi’ di costruire una cappella in quel luogo impervio. Tracce storiche del luogo sacro si ritrovano nel 1174 quando la cappello apparteneva al monastero di Filine, distrutto nel Medioevo.Furono i benedettini a ricostruire la Chiesa nel 1491 ed al quel periodo risale l’attuale zona più antica del Santuario.Agli inizi del 1800 fu costruito l’interno a tre navate della Chiesa che incorpora nell’altare i resti del leccio ed il quadro da sempre venerato e miracoloso.

Il 20 luglio 1777 il quadro fu incoronato, per la prima volta, con un bolla papale, con grandi festeggiamenti che richiamarono decine di migliaia di fedeli da diverse regioni,dall’Abruzzo, dal Molise, dalla Campania oltre che dal Lazio, giunti a piedi, in molti casi, dopo giorni di cammino.

Il 10 febbraio 1849, il Papa Pio IX, esule a Gaeta si recò a pregare sul Santuario proclamando la Madonna della Civita, “Civitas Dei”, e facendo il voto, una volta rientrato a Roma di proclamare il dogma dell’Immacolata Concezione.

Imponenti furono anche i festeggiamenti del primo centenario dell’Incoronazione nel 1877.Negli ultimi secoli, il quadro viene portato in paese, dai 650 metri del Santuario di Monte Civita, ogni venticinque anni con particolari celebrazioni nel cinquantenario e nel centenario. Un Pellegrinaggio straordinario, che toccò diversi Paesi della zona come Fondi, Formia e Gaeta avvenne nel 1948 come ringraziamento per lo scampato pericolo dopo i drammatici avvenimenti bellici che avevano portato nella zona distruzione e morte.

Nel 1947, la cura del Santuario fu affidata, all’Ordine di Don Guanella che ne curò la lenta ricostruzione fra grandi difficoltà economiche. Importanti lavori di restauro della Chiesa e del campanile risalgono al 1952.

Negli ultimi anni la cura del Santuario è affidata ai Padri Passionisti, già presenti ad Itri con uno dei più antichi conventi del paese e che hanno in affidamento anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore, centro delle cerimonie del 20,21 e 22 luglio di ogni anno per i festeggiamenti della Madonna della Civita. Nella Chiesa, un una apposita cappella blindata, costruita dopo lunghe vicissitudini, anche giudiziarie,è conservata la statua argentea della Madonna della Civita realizzata, oltre cento anni fa, con il contributo dei cittadini di itri (vedi scheda sulla Associazione Maria SS. della Civita).

Il programma del Festeggiamenti del 2004.