ORAZIO LA ROCCA - giornalista professionista

Orazio La Rocca, nato a Itri (Lt) il 15 marzo 1950. Giornalista
professionista, da circa 20 anni al quotidiano "La Repubblica" dove è
vaticanista. In questo incarico si e’distinto per la particolare attenzione nell’illustrare le grandi scelte delle Chiesa moderna ma anche per la sensibilita’ dedicata alla informazione sulle problematiche piu’ vive, qualche volta scomode o dolorose, dei singoli e dei gruppi cattolici e cristiani nella societa’ contemporanea.
Prima di essere assunto a "Repubblica" ha collaborato con
"Il Messaggero", l'"Osservatore Romano", Radio Vaticana, Ufficio comunicazioni
sociali della Cei (Conferenza episcopale Italiana); è stato direttore
responsabile della rivista Athlon, organo della Federazione italiana Lotta,
pesi, Judo del Coni, e capo ufficio stampa della stessa Federazione. E'
sposato ed ha 4 figli.
Ha scritto finora i seguenti libri:
"Papa Wojtyla, pellegrino del mondo"(European Book - 1996);
"Madre Teresa di Calcutta," (European Book - 2000),una biografia di tre volumi;
"Ho scelto Dio" (Mondadori - 1998);
coautore de"L'Enciclopedia di Roma" (Franco Maria Ricci - 1999);
"Attraverso la PortaSanta" (Ancora Editrice - 2001):
coautore con la moglie Maririna Tuccinardi
de "I Giorni di Antonia" (Ancora Editrice - 2002).

"Avevo fame...Avevo sete...." -biografia di Don Luigi Di Liegro (Edizioni Studium 2005) -Nuovo (leggi presentazione più in basso).



Altri impegni:
- Orazio La Rocca è anche presidente dell'Associazione "Maria SS.della Civita",
organismo responsabile della custodia del busto argenteo della Madonna della
Civita e degli ori votivi. Con i volontari dell'Associazione, organizza ogni
anno, il giorno della ostensione in piazza Incoronazione del quadro della
Madonna, un convegno nazionale, al quale sono stati invitati negli anni
passati personaggi come il cardinale Ersilio Tonini, don Antonio Mazzi,
monsignor Sergio Mercanzin (esperto di iconografia e religiosità cristiana
orientale), il cardinale Crescenzio Sepe, il restauratore capo dei Musei
Vaticani, maestro Maurizio De Luca.
Al convegno che si e’ svolto il 30 giugno 2002, sono intervenuti il cardinale Sergio Sebastiani, presidente dell'Apsa(Prefettura degli Affari economici della Santa Sede) e don Luigi Ciotti,fondatore del Gruppo Abele.Nel 2003 il convegno non si è svolto per l'indisponibilità della Parrocchia.

LA SANTITA', OGGI, IN RICORDO DI LUIGINA SINAPI

La santità, oggi - Ricordando la serva di Dio Luigina Sinapi”: è stato il titolo dell’edizione 2004 convegno ecclesiale che l’Associazione Maria SS. della Civita oche si è svolto il 4 luglio, giorno della tradizionale ostensione in piazza Incoronazione, ad Itri (Latina), dell’immagine della Madonna della Civita, in vista dei festeggiamenti patronali del 20-21-22 luglio. La miracolosa immagine, venerata da secoli,ha accompagnato e sostenuto anche decine di migliaia di emigranti che dal 1800 sono partiti per le Americhe, l’Europa e l’Australia.
Il convegno si è tenuto nella chiesa parrocchiale di S.Maria Maggiore ed è stato presieduto dal cardinale Josè Sarajva Martins, prefetto della congregazione vaticana per le Cause dei Santi. Insieme al porporato, sono intervenuti: David Sassoli, giornalista e conduttore del Tg1-Rai, Luigina Di Liegro, responsabile della Fondazione “Don Luigi di Liegro”, e il giornalista Orazio La Rocca, vaticanista del quotidiano “La Repubblica” e presidente dell’Associazione Maria SS.della Civita, custode giudiziario dello storico busto argenteo della Madonna della Civita e degli ori votivi custoditi nella parrocchia di Santa Maria Maggiore. I lavori sono stati introdotti dai saluti del parroco, don Giovanni Giorgi, di Giovanni Agresti, sindaco di Itri, e di Raffaele Mancini, assessore alla Cultura del Comune di Itri.

Il tema del convegno, ogni anno, prende lo spunto da importanti fatti di cronaca, eventi, problematiche sociali. Nell'edizione 2004 si è parlato della santità, argomento scelto per onorare e ricordare l’insediamento del tribunale diocesano per la beatificazione di Luigina Sinapi, importante religiosa che ha speso tutta al sua vita in difesa dei poveri, nata a Itri e vissuta a Roma fino alla morte. Il tribunale è stato insediato solennemente nel febbraio scorso dal cardinale vicario Camillo Ruini nel Palazzo di San Giovanni in Laterano, a Roma.

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"Avevo fame.... Avevo sete...": un libro di Orazio

La Rocca sulla figura di Luigi Di Liegro "il prete degli ultimi".

Originario di Gaeta, Luigi Di Liegro era uno di quei sacerdoti che hanno fatto della loro vocazione una coerente scelta di vita. Partito dalla provincia, una terra che aveva conosciuto la povertà e la fame del dopoguerra, nella grande città era andato alla ricerca dei più umili, dei derelitti, di quelli che ancora oggi ricordano le condizioni di tanti immigrati italiani nelle Americhe,in Australia, in Europa.Storie che Don Luigi conosceva, che aveva raccolto da parenti, amici, fedeli e che ha ben tenuto in mente nella sua scelta di essere uomo di fede, di carità e di speranza.

Per questo, Orazio La Rocca, sensibile giornalista attento ai valori religioso, ma contemporaneamente a quelli umani, della dignità dell'uomo, ha voluto ricordare il prete che Giovanni Paolo II definì "il profeta dei poveri e degli ultimi” in un libro di 130 pagine, pubblicato dalle edizioni Studium. Un libro la cui prima presentazione al pubblico è avvenuto in un luogo simbolico della lotta alle disuguaglianze di Roma, l’Ostello Caritas di via Marsala, la più importante delle "creature" di don Di Liegro insieme agli altri centri di accoglienza e le mense sociali per poveri ed immigrati.

Nel libro si raccontano i momenti salienti della sua vita di prete dedicata agli ultimi, le sue scelte radicali a favore dei più bisognosi, le notti d’inverno trascorse accanto ai senza fissa dimora, la sua ultima omelia tenuta tra gli amici poveri e i volontari dell’Ostello di Via Marsala, e il racconto della sua scomparsa attraverso le testimonianze e il pianto di chi l’amò.
Primo Direttore della Caritas Diocesana di Roma, scomparso il 12 ottobre 1997, don Luigi Di Liegro è quello che molti oggi − cattolici, non cattolici, credenti, non credenti, politici di tutti gli orientamenti − indicano come modello da imitare per la lotta ad ogni forma di povertà e di esclusione sociale.
La prefazione del libro − i cui proventi l’autore destinerà alla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro − è firmata da monsignor Guerino Di Tora, Direttore della Caritas Diocesana di Roma, seguita da una testimonianza di Luigina Di Liegro, nipote di don Luigi e Segretario Generale della Fondazione a lui dedicata.

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