Frà Diavolo:un “imprevisto” per i francesi.

Iniziò,a quel punto, una vera e propria “guerriglia” di Michele Pezza contro il potente esercito francese.La sua tecnica era quella di colpire e fuggire in piccoli gruppi, con tanti “Frà Diavolo”, che confondevano e mettevano in crisi i suoi inseguitori.Per quasi un decennio il “guerrigliero di Itri”, nominato anche Colonnello dal Re, su indicazione della Regina Carolina che era una sua grande e interessata estimatrice, sembrava imprendibile, alimentando cosi una leggenda che spinse Napoleone in persona ad inviare a Napoli il colonnello Sigismond Hugo, il padre del grande Victor, per dargli la caccia.Ma a fare “grande o terribile” il personaggio, sempre in bilico tra il “bandito” e “l’eroe”, vi sono anche le storie, vere e false, di amori e di galanteria, i soprusi dei suoi uomini durante la conquista di Roma e la pignolerie dei conti delle sue spedizioni. Inoltre, il rispetto avuto da molti dei suoi nemici, oltre che dagli inglesi e dalla famiglia reale borbonica, hanno fatto di Michele Pezza, un personaggio le cui gesta sono state tramandate fino a noi.

Quando fu arrestato, solo e malconcio, a Baronissi, nel casertano, per la denuncia del farmacista del paese, e portato a Napoli i francesi non ebbero clemenza.Inutili furono gli sforzi degli inglesi per fargli concedere, almeno “ l’onore delle armi”. Fu impiccato in Piazza del Mercato a Napoli, con l’uniforme di brigadiere dell’esercito borbonico e, si racconta, che era ben in vista il decreto che lo nominava Duca di Cassano.Forse un documento beffardo perchè, secondo molti storici, non fu mai insignito di tale titolo. Il corpo fu lasciato penzolare per molte ore affinché tutti si rendessero conto che “l’imprendibile” Frà Diavolo fosse realmente morto. Era l’undici novembre del 1806, e suonavano i rintocchi del mezzogiorno. Michele Pezza aveva trentacinque anni e sette mesi.

Come spesso accade, la morte cruenta ha alimentato il mito e la leggenda, soprattutto in un’epoca in cui si aveva bisogno di “eroi” di fronte ai liberatori che sostituivano ad un potere corrotto,un altro potere di occupazione, uccidendo, depredando i palazzi ed i musei delle loro ricchezze, trasferite in Francia, da Marsiglia a Parigi, ed avviando la fine di Napoli Capitale.

> “ Quell’uomo dal fiero aspetto…….”.

> Ma chi era Frà Diavolo?

> La seconda invasione del 1806.

> Brigante o eroe?

> Bibliografia

> Fra’ Diavolo: dalla letteratura al cinema, passando per l’Opera.

> Fra’ Diavolo nel mirino degli umoristi

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