LE GIORNATE FOTOGRAFICHE INTERNAZIONALI DI ITRI 2004:

Le sue opere si possono trovare nelle collezioni permanenti dei più importati musei americani come The Smithsonian Institution’

Le foto dell'ARCHIVIO MILANA

L'Archivio Milana conserva un patrimonio di oltre 5000 negativi su lastra e circa 1000 positivi, attraverso i quali è possibile ripercorrere quaranta anni di vita e di storia itrana. Realizzati dal 1933 al 1974 da Marcello Milana, per lungo tempo unico fotografo del paese, formano, scatto dopo scatto, un significativo “filo della memoria”, lungo il quale si riconoscono eventi, volti ed “atmosfere” di anni e momenti cruciali per la storia di Itri, come di tutto il Paese: il regime fascista, i danni della seconda guerra mondiale, la ricostruzione e il “boom economico”. Ma ad essere documentati sono anche i molteplici aspetti che formano la “microstoria”

dalle foto di "Dolore e di guerra" di Pino Scaccia ai "Ritratti itrani";

dalla Festa della Madonna della Civita nelle foto di Marcello Milana ai volti di Itri di Michel Neumeister;

dalle foto-poesia di Franco De Luca ai Reportage dal Mediterraneo.


Comunicato Stampa

Anche nell'estate 2004 la fotografia è stata tra le protagoniste degli eventi culturali dell’Estate al Castello Medioevale di Itri (Latina) con le Giornate Fotografiche Internazionali. Giunta alla seconda edizione, la manifestazione si è articolata, dal 17 luglio al 31 agosto, in cinque mostre inserite nelle iniziative a sostegno di TeleFood, il programma della FAO contro la fame.

Mentre è proseguita l’esposizione di foto storiche tratte dall’Archivio Milana, che raccoglie un secolo di vita del paese del basso Lazio, con due mostre dedicate ai "Ritratti itrani", le foto da studio, ed alle foto de "La Festa della Madonna della Civita" di Marcello Milana, si sono sviluppate mostre di artisti contemporanei provenienti da diversi Paesi. Una personale è stata dedicata alle "Foto di dolore e di guerra" scattate tra le popolazioni delle regioni in conflitto, dalla Somalia all'Afghanistan, all'Iraq, dall'inviato RAI, Pino Scaccia, che ha seguito i più importanti avvenimenti internazionali degli ultimi venti anni.

Una multivisione ha presentato, sullo stesso filone, la Mostra "WAR" del Gruppo VII, costituito da otto dei maggiori fotografi di guerra che lavorano per grandi riviste internazionali. Si tratta dell'anteprima in DVD di una Mostra che verrà ospitata nelle maggiori capitali europee. Questa prima parte del programma si è svolta dal 17 luglio al 5 agosto.

Successivamente, dal 7 al 30 agosto, si sono tenute altre due mostre: una dal titolo "Vacanza", del poeta e fotografo Franco De Luca, che ha lavorato anche sul set di importanti film italiani; un'altra del fotografo tedesco, di origine svizzera, Michel Neumeister, con una lunga carriera di foto-giornalista per importanti riviste e quotidiani internazionali, che ha presentato i suoi bellissimi scatti sui "Volti di Itri".

Uno spazio è stato edicato anche al documentario con la presentazione di una selezione del Premio del Documentario e del Reportage del Mediterraneo, organizzato annualmente dal Centro Mediterraneo per gli Audiovisivi -CMCA- di Marsiglia, con la collaborazione della RAI.

Le Giornate Fotografiche Internazionali, sono organizzate dagli Enti locali, dalla Pro-Loco e dall’Archivio Milana e curate da Augusto Milana, Donatella Apuzzo e Fulvio Sellitto. Ha collaborato Elaine Broadlay.

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

PRESENTAZIONE.

Guerre e dolore, nelle foto di Pino Scaccia e dei foto-reporters del gruppo VII.

Nei primi anni del milleottocento per molti benpensanti, civilizzati e, spesso, anche molto religiosi, la schiavitù era ancora una cosa normale, che faceva parte del sistema occidentale,quello che aveva portato la “civiltà” al mondo dei derelitti e degli infedeli. A meno di duecento anni dalla sua abolizione la schiavitu’ esiste ancora ora è un fenomeno, quanto meno, condannato, non più accettato come normale.Una scrittrice molto impegnata per la pace auspicava che “un giorno anche la guerra potesse essere condannata definitivamente come strumento di “inciviltà”.Quel giorno non è ancora arrivato.

Oggi, nel Terzo Millennio, le guerre continuano a mietere sempre più vittime soprattutto tra i civili: i genocidi stanno ritornando all’ordine del giorno e la comunità internazionale è impotente anche perché, a volte, ne è responsabile.La maggiore parte delle decine e centinaia di cosiddette “ guerre minori” vengono combattute con le armi leggere, quelle che “ tanto leggermente”le nostre società civili producono e vendono senza scrupoli.

Cosi’,ogni giorno, gli inviati di guerra,siano essi giornalisti della carta stampata, fotografi o cineoperatori sono costretti a raccontarci, quando ci riescono, le tante atrocità compiute spesso nella massima impunità. Dal martoriato Medio oriente alla Somalia, dall’Uganda all’Afghanistan, dal Kosovo all’Iraq sono le coscienze libere dell’informazione e della documentazione a raccontare quello che molti vorrebbero non si sapesse e non si raccontasse.

Il fotografo di guerra,spesso utilizzato in passato ed ancora oggi, nonostante la televisione, anche come strumento di propaganda, diviene nella maggior parte dei casi un testimone scomodo sul quale “sparare” per ucciderlo o per intimorirlo. Ma la paura, anche se è una componente dell’essere umano, non ferma i balzi in prima linea,gli scatti sotto il fuoco delle due parti.Ed ecco la morte in primo piano, la distruzione, le conseguenze di una mina, ma anche e soprattutto il dolore, la rabbia o la rassegnazione delle vittime della guerra.

In gran parte sono donne, vecchi, bambini o uomini denutriti e terrorizzati:sono gli esseri umani che escono fuori da un mondo disumano con le sue regole che ignorano, sempre più spesso, quei paletti posti dalla comunità internazionale.

Per questo le Giornate Fotografiche Internazionali di Itri,ideate due anni fa per far nascere attorno all’Archivio Milana, una riflessione sul ruolo della fotografia oggi e sulla sua capacità di “battere” la televisione,un poco come stà avvenendo con la radio.

Due sono i filoni della ricerca che si confondono e si amalgamano: da una parte le fotografie di Pino Scaccia,che non usa la foto direttamente come strumento di lavoro, ma piuttosto come taccuino di appunti, come riflessione di fine giornata come sottolineatura di ciò che la telecamera del suo operatore fa passare velocemente davanti ai nostri occhi. Pino, inviato del TG1, che ha seguito i maggiori conflitti degli ultimi anni fotografa soprattutto il dolore sullo sfondo del teatro dei conflitti.

I fotografi del gruppo VII, invece, sono tutti professionisti dell’immagine che devono “vendere” alle maggiori riviste internazionali. Ma, al di là dell’aspetto patinato delle riviste, quegli scatti sono una testimonianza che rimane, che non si può cancellare, che deve servire a fare riflettere. Ed ecco che la guerra, quella vera, esce dalla copertine delle riviste, che finiscono spesso nel cestino della carta da riciclare, per prendere il formato delle grandi immagini, la strada della mostra che documenta, offrendo nuovi e più intensi momenti di riflessione, mantenendo aperto il problema. Anche in queste foto, nel lavoro di questi fotografi, alla grande professionalità si aggiunge una grande umanità che, pur nel tentativo di dare una visione di insieme, di non “parteggiare”,impone ,comunque, una scelta di campo: quella per l’essere umano e per la condanna della violenza, sia essa provocata dal nuovo terrorismo internazionale che da un conflitto “tradizionale”, che come diceva Alberto Moravia parlando de La Ciociara, ”ha sempre una componente terroristica nel coinvolgimento dei civili”.

Augusto Milana ,responsabile Archivio Milana

"Foto di dolore e di guerre" di Pino Scaccia

"Ritratti Itrani" e"La Festa della Madonna della Civita" di Marcello Milana

"WAR" del gruppo di fotografi internazionali VII.

"Volti di Itri " di Michel Neumeister

"Vacanza" di Franco de Luca

"Selezione della IX edizione del Premio del Documentario e del reportage del Mediterraneo"