Brigante o eroe?

Questo è forse l’interrogativo che non troverà mai una risposta netta e definitiva.Fino a che punto Michele Pezza, nominato il 24 ottobre 1799 colonnello dell’esercito borbonico,con una rendita di 2500 ducati, da Ferdinando IV fu diverso dai Mammone, dai Pronio, dai Curci, dagli Sciarpa e dalle altre decine di briganti che con i loro uomini depredavano, saccheggiavano, uccidevano gli abitanti di molte regioni prima di servire la causa del Regno delle due Sicilie? La diversità di Frà Diavolo la si può trovare, secondo gli storici più indipendenti,nell’essere stato intimamente legato alla sua terra per difenderla, nell’avere tenuto una pignola contabilità dei beni che venivano requisiti per sfamare le sue truppe e nell’aver richiesto con insistenza al Re di onorare questi debiti di guerra cosa, che in alcuni casi, avrebbe fatto personalmente con i suoi appannaggi di Colonnello vista la indisponibilità del Ferdinando IV. Nell’avere compiuto missioni impossibili, quanto l’esercito borbonico ed i suoi ricchi comandanti si davano alla fuga. Nell’avere goduto di una grande stima dal contrammiraglio inglese Nelson e dal suo successore Sidney Smith. Anche se è innegabile che le sue “truppe a massa” erano costituite, spesso, da delinquenti, sbandati, assassini e che questi, in più occasioni, hanno saccheggiato i centri abitati macchiandosi di molti delitti e compiendo violenze che sono poi ricadute sul loro Comandante. Ma,da questo punto di vista, cose ben peggiori sono avvenute nell’Italia centro meridionale nei decenni successivi, sia dopo l’unificazione d’Italia, da parte dell’esercito sabaudo, che nel secondo dopoguerra quando le forze alleate liberano l’Italia dal nazi-fascismo. In quella occasione le truppe nordafricane, inquadrate nell’esercito francese, saccheggiarono interi paesi e violentarono migliaia di donne come Alberto Moravia ha ricordato nella Ciociara, la cui trasposizione cinematografica è stata in gran parte girata proprio ad Itri.Non per questo la liberazione d’Italia fu meno meritoria.La guerra,e i drammi dell’ultimo secolo, e di quello appena iniziato lo dimostrano:spesso si finisce per “giustificare” tutto nel nome di un ideale. E certamente, Fra’ Diavolo, è stato sempre un difensore della sua terra e del suo Re, anche se quest’ultimo poteva non meritarsi tanta fedeltà.

> Bibliografia

> Fra’ Diavolo: dalla letteratura al cinema, passando per l’Opera.

> Fra’ Diavolo nel mirino degli umoristi

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