La Ciociara - regia di Vittorio De Sica -1960-
Realizzato nel 1960 e’ il film più importante girato, in buona parte ad Itri,sia nel centro storico di San Gennaro che sulle montagne dove sono ambientate le scene della famiglie sfollate nel corso della seconda guerra mondiale per sfuggire ai bombardamenti.Per molte settimane , nel 1960,la troupe invase pacificamente il paese, accolta con entusiasmo e partecipazione, stabilendo una tacita intesa che permetteva di assistere alle riprese, ad eccezione di quelle più delicate e scabrose. Molti giovani del posto furono utilizzati come comparse, soprattutto nella parte dei soldati tedeschi che occupavano il paese.


Giovani di Itri utilizzati come comparse nel film La Ciociara

foto di M. Milana


Per la giovanissima Sofia Loren, che aveva appena 25 anni, fu- come lei stessa ha detto in diverse interviste- il film che le “cambiò la vita” e che le portò l’Oscar per la migliore interpretazione femminile.La bravura di Sofia fu quella di riuscire ad interpretare il ruolo di una donna più grande di lei di, almeno, quindici anni. Ruolo che,in un primo momento, era stato offerto ad Anna Magnani, mentre la Loren avrebbe dovuto interpretare il ruolo della figlia.Trovata una mamma troppo giovane, il ruolo di Rosetta fu affidato ad una esordiente adolescente, Eleonora Brown.

Vittorio De Sica in Piazza Incoronazione si avvia verso il set de La Ciociara

foto di M. Milana

Anche, per il regista Vittorio De Sica, La Ciociara rappresentò una svolta: è il film di famoso ed importante del periodo del dopo-neorealismo. Molto bravo e convincente anche Jean Paul Belmondo, cosi’ come gli altri due attori italiani Raf Vallone e Renato Salvatori.

La trama. Tratto dal libro di Alberto Moravia, La Ciociara e’ ambientato nel 1943 quando la vedova Cesira e la figlia rosetta si rifugiano in un paese della Ciociaria per sfuggire ai bombardamenti alleati che cercavano di spezzare la resistenza dei tedeschi sul fronte di Cassino. L’incontro con altri sfollati riproduce le miserie e le virtù degli esseri umani. tra gesti di amore e di solidarietà.Il dramma arriva dopo la liberazione, quando le donne si illudono di potere tornare alla normalità: la giovanissima Rosetta viene violentata in una chiesa da un gruppo di soldati marocchini aggregati alle truppe alleate. Il libro fu scritto da Alberto Moravia ispirandosi al vissuto da sfollato proprio nella zona. In occasione di un incontro avuto a Fondi mi disse che la scena delle donne mitragliate da un aereo mentre comminano lungo una strada, solitarie ed innocue, racchiude “il simbolo di tutte le guerre” e del “terrorismo” degli eserciti che “spesso compiono azioni militari contro i civili proprio per terrorizzarli e per innescare reazioni destabilizzanti”.Una triste realtà che rende attualissimi sia il romanzo che il film.Basterebbe cambiare lo scenario: Afghanistan, Bosnia,Cecenia, Iraq,Ruanda, Congo solo per citare alcune delle oltre trecento guerre che hanno insanguinato e continuano ad insanguinare gli “anni di pace”, dal dopoguerra ad oggi, mietendo vittime tra la popolazione civile.

Sofia Loren e Jean-Paul Belmondo in una pausa delle riprese a Itri in via San Gennaro

foto di M. Milana

Realizzato da Carlo Ponti per la Titanus, il film della durata di 110 minuti, si e’ avvalso della sceneggiatura di Cesare Zavattini e della fotografia di Gabor Pogany.Le scenografie sono di Gastone Medin ed i Costumi di Elio Costanzi.Il montaggio di Adriana Novelli. Il film e’ stato recentemente restaurato e si trova in videocassetta.