Breve storia delle biblioteche di Itri.

Il conflitto bellico aveva,praticamente, distrutto il patrimonio librario del paese.Gli archivi storici erano andati in gran parte dispersi, soltanto quelli di alcune Chiese erano stati messi in salvo, mentre le biblioteche delle grandi famigle erano rimaste sotto cumuli di macerie o bruciati dagli incendi.Pertanto, dopo la guerra, gli itrani, come gran parte degli italiani, furono anche più poveri culturalmente.La distruzione dei libri storici e artistici si aggiunse a quella portata avanti dalla dittatura che aveva fatto “scomparire” la gran parte dei capolavori della letteratura mondiale ed ogni libro che potesse esprimere punti di vista non in linea con l’ideologia predominante.

La ricostruzione, quindi, non doveva essere soltanto materiale ma, anche, spirituale e culturale. Il primo passò furono le iniziative per combattere l’analfabetismo,seguite dai primi progetti per la costituzione di piccole biblioteche per il sostegno alla lettura.Un modo per far godere le gioie della lettura a chi non era in grado di leggere furono i Circoli di Lettura, sostenuti dai Ministero della Pubblica Istruzione, ma realizzati con l'apporto di storiche associazioni culturali ed educative come l’UNLA, Unione per la Lotta all’Analfabetismo e la Società Umanitaria.

Ad Itri un Centro di Lettura fu costituito nei locali al primo piano del palazzo che fronteggia, ancora oggi, il Municipio in Piazza Umberto I. Nacquè così la prima Biblioteca Pubblica del dopoguerra che veniva, periodicamente, incrementata dall’arrivo della Biblioteca Mobile, un vero bibliobus che apriva i battenti nella piazza del Comune offrendo nuovi libri ed offrendo, quindi, nuovi stimoli, soprattutto alle generazioni di studenti che sapevano leggere, ma non avevano i mezzi per acquistare i libri.

Questi sforzi educativi furono affiancati dalla Radio che,attraverso programmi specifici, cercava di stimolare gli interessi culturali di ragazzi e adulti. Particolari iniziative erano rivolte agli studenti con la Radio per le Scuole. Negli anni successivi,con l’avvento della televisione e la storica trasmissione del Maestro Manzi, “Non è mai troppo tardi”, anche molte centinaia di itrani poterono prendere un diploma di scuola elementare seguendo presso il Centro di lettura le lezioni televisive, avendo cosi’ la possibilità di “fuggire” dalla disoccupazione e, spesso, dalla fame, emigrando nelle Americhe,in Europa o in Australia.

Il Centro di Lettura di Itri, che fu animato anche dai maestri Maggiacomo ed Alberto Agresti.Quest'ultimo stimolò anche la nascita della Filodrammatica "Splendor",he realizzò numerosi spettacoli al Cinema-Teatro Saranieri con grande affllusso di pubblico.L'esprienza si esaurì verso la fine degli anni cinquanta ed Itri rimase senza una Biblioteca pubblica ed anche senza un gruppo teatrale.

La Biblioteca "missionaria".

Un’esperienza molto particolare, ma che ha dato un importante contributo sia alla lettura che alla solidarietà internazionale, fu quella animata da Maria Milana che nel retrobottega del Bazar della madre, Emilia Assalante,in piazza Incoronazione, dove si cominciarono a vendere le prime edizioni popolari di letteratura rosa, avventurosa e storica, diede vita ad una piccola biblioteca legata ai gruppi dell’Azione Cattolica e finalizzata al sostegno dei missionari itrani in Brasile.

I libri che, a poco a poco, venivano acquistati direttamente dalla case editrici costituirono, per diversi anni e con in pubblico quasi essenzialmente femminile,una biblioteca per il prestito “quasi” gratuito. In realtà, si chiedeva ad ogni lettrici,un piccolo contributo;di qualche lira, destinato al fondo missionario.Una parte di questi libri sono stati recuperati insieme ai registri del prestito, ad una parte della contabilità dei versamenti pro-missioni e si spera di poterli fare acquisire come “fondo Maria Milana” alla attuale Biblioteca Comunale, in modo da mantenere viva una sezione “storica” che ha permesso a molti giovani, ragazze in particolare, di avvicinarsi alla lettura.

La Biblioteca del Circolo Culturale la Voce

Nei primi anni sessanta, di fronte ad un grande vuoto culturale,un gruppo di giovani dai 14 ai 17 anni diecero vita ad un Centro Culturale con il sostegno del Centro Servizi Culturali di Latina che operava nell'ambito dei programmi culturali della Cassa per il Mezzogiorno.

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La Biblioteca comunale oggi.