Tra gli Aurunci ed il mar Tirreno. Inserito nell’area del Parco Naturale dei Monti Aurunci, istituito nel 1997 dalla Regione Lazio, il territorio di Itri, è dominato da oliveti secolari , insieme a querce, lecci, faggi carrubi e sugheri.Fino agli anni sessanta un sugherificio aveva un ruolo importante nell’economia del paese, cosi come la commercializzazione delle carrube.Oggi rimane la tradizionale produzione di olio e quello delle olive in salamoia, conosciute come Olive di Gaeta, in quanto venivano commercializzate nella vicina città, importante porto commerciale, oltre che militare, ai tempi del Regno di Napoli. Anche l’uva aveva ,fino agli anni quaranta, una buona produzione tanto che si festeggiava anche una Sagra dell’Uva.Quasi scomparsa nel dopoguerra, la vite viene nuovamente piantata, negli ultimi anni ,specialmente nella zona verso il mare. Tratti di macchia mediterranea colorano il paesaggio di giallo con le ginestre raccolte ed utilizzate, in passato, per creare un tappeto alla processione del Corpus Domini ed ora per i quadri dell’Infiorata. Rosmarino e lentisco si trovano in abbandona come lo rocce che hanno reso e rendono alcune zone difficilmente non lavorabili con i mezzi meccanici, ma di grande fascino. Tra ruderi e Chiese all’ombra del Castello. Itri bassa:tra l’antico ed il moderno.
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