Itri nei diari dei grandi viaggiatori europei.

Nodo cruciale sull'antica Via Appia, una delle grandi consolari romane, che permetteva di raggiungere Napoli ed il sud d'Italia, Itri è stata "raccontata", con sfumature diverse, nei diari di viaggio e nei libri o immortalata su acquerelli o tavolozze da grandi scrittori ed artisti europei, soprattutto dell'ottocento.In questo spazio inseriremo alcune di queste testimonianze.Iniziaco con il dandese Hans Christian Andersen, conosciuto soprattutto come scrittore per ragazzi e di cui si celebra quest'anno il secondo centenario della nascita.

"Via Straccio". Si tratta di un antico tratto urbano della romana Appia, percorsa nei secoli da milioni di persone. Tra queste anche il danese Andersen che così la descrive esaltandone il fascino del suo "disordine":

[…]
– Ecco lì la mia sporca Itri! – gridò indicando la cittadina avanti a noi.

– Tu non ci crederai, Antonio, ma nel nord, dove le strade sono così terribilmente pulite, così regolari e squadrate, sentivo una grande nostalgia d’una città italiana con la sua sporcizia: sono così caratteristiche, sembrano proprio fatte per un pittore! Queste strade strette e sporche, con i balconi di pietra grigia mal tenuti, pieni di calze e sottane stese ad asciugare, quelle finestre disposte senza nessun ordine, una più su e una più giù, di tutte le grandezze! Guarda quella scala di quattro o cinque metri per raggiungere la porta di entrata, guarda quella vecchia seduta lì con il suo fuso, quell’albero con i grandi limoni gialli che sporge dal muro: questo sì che è da dipingere! Da quelle nostre strade civili, invece, con le case allineate come soldati, senza scale esterne e senza nessuna sporgenza, non si potrà cavare mai nulla!

– Ecco la patria di Frà Diavolo – gridarono nella carrozza al nostro entrare nella stretta e sporca Itri che Federigo trovava tanto bella e pittoresca. La cittadina si trova in cima a una roccia, a picco su un profondo precipizio, e la strada principale in molti punti ha appena la larghezza sufficiente per far passare una sola carrozza.

Nella maggior parte delle case non c’erano finestre al primo piano, ma solo un largo portone attraverso il quale si scorgeva una specie di scantinato buio; dappertutto c’erano bambini sporchi e donne, e tutti chiedevano l’elemosina. Noi non osavamo mettere la testa fuori dal finestrino per non farcela schiacciare tra la carrozza e le sporgenze delle case: in alcuni punti i balconi di pietra si spingevano tanto in avanti sopra di noi che si aveva l’impressione di avanzare sotto un portico. Da tutte e due le parti vedevo muri neri di fuliggine, lambiti dal fumo che si faceva strada attraverso le porte aperte.

– Che deliziosa città! – Esclamò Federigo battendo le mani.

– È un covo di briganti! – Replicò il vetturino quando fummo usciti.

[…]

(da L’improvvisatore di H. Ch. Andersen, 1835).

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Antiche cartoline di Itri edite dal Bazar di Emilia Assaiante, serie 1942-43

Cartoline storiche edite dal Bazar di Emilia Assaiante dedicate al Santuario della Madonna di Civita dal 1928 al 1943

Seconda Guerra Mondiale ad Itri foto dell'Archivio Storico dell'Esercito degli Stati Uniti.

Scorci fotografici della Itri di oggi.